Export militare, Rete Pace Disarmo e Opal in audizione al Senato: chiediamo più trasparenza e controllo democratico

Export militare, Rete Pace Disarmo e Opal in audizione al Senato: chiediamo più trasparenza e controllo democratico

Oggi la Rete Italiana Pace e Disarmo e OPAL Brescia sono stati auditi dalla Commissione Permanente III Affari Esteri e Difesa del Senato, nell’ambito dell’esame della Relazione annuale sull’esportazione di materiali di armamento relativa al 2025. Ai senatori sono state illustrate una serie di proposte concrete per rafforzare la trasparenza e il controllo democratico su un settore che vale miliardi di euro e tocca direttamente pace, diritti umani e credibilità internazionale dell’Italia.

Sul controllo parlamentare è necessario che l’esame della Relazione annuale avvenga con regolarità e sia accompagnato da un dibattito in aula (passaggio assente dal Parlamento per oltre un decennio). Va inoltre definita in modo cogente la compartecipazione parlamentare alle decisioni sull’export di armamenti, anche attraverso audizioni periodiche dei rappresentanti del Governo e di UAMA. Le Commissioni competenti dovrebbero adottare atti di indirizzo che stabiliscano i principi base di applicazione dei criteri previsti dalla Legge 185/90 e dal Trattato ATT per ogni singola autorizzazione all’esportazione.

Sulla trasparenza della Relazione le proposte avanzate sono specifiche e puntuali. In primo luogo, è necessario rendere obbligatoria l’indicazione del Paese destinatario e utilizzatore finale per ogni autorizzazione rilasciata — oggi la Relazione indica solo il Paese della licenza, che può essere diverso da quello dell’utilizzatore reale, con evidenti rischi di opacità sulle destinazioni finali dei materiali militari. Va inoltre introdotto l’obbligo di pubblicare gli elenchi dei Paesi responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, dei Paesi sotto embargo, di quelli in stato di conflitto armato verso cui vigono divieti, e dei Paesi verso cui sono stati emessi dinieghi o sospensioni. È indispensabile inserire nella Relazione le tabelle sui transiti di materiali d’armamento (Tab. Q – Q1 – Q2 dell’Agenzia delle Dogane), già previste dalla legge ma sistematicamente assenti. Occorre inoltre garantire la piena tracciabilità delle operazioni inserendo in tutte le tabelle di dettaglio il numero di autorizzazione MAE, già presente nelle tabelle del MEF, per permettere il collegamento tra le diverse fasi: autorizzazione, consegne e corrispettivi finanziari. Infine, va mantenuta e migliorata la sezione sulle transazioni bancarie degli istituti di credito operanti nel settore, che rischia invece di essere soppressa dal DDL di modifica della Legge 185/90 attualmente in iter parlamentare.

Sul quadro normativo è indispensabile inserire nell’art. 1 della Legge 185/90 un esplicito riferimento ai divieti e ai criteri di valutazione stabiliti dal Trattato ATT, ratificato dall’Italia nel 2013. Vanno previsti meccanismi strutturali di confronto tra Governo e organizzazioni della società civile che operano in materia di diritti umani, anche ai fini del monitoraggio del rispetto dei criteri di concessione delle licenze. È necessario infine chiarire la normativa sui transiti, definendo la catena di responsabilità tra UAMA, Dogane, MEF e Ministero dell’Interno, e introducendo l’obbligo di autorizzazione e rendicontazione per tutti i transiti di materiali militari sul territorio italiano — oggi in un vuoto di controllo incompatibile con gli obblighi internazionali dell’Italia e con i principi del Trattato ATT.

È stata ribadita inoltre la contrarietà alle modifiche peggiorative alla Legge 185/90 contenute nel DDL già approvato al Senato, che ridurrebbero la trasparenza invece di rafforzarla, e in particolare la soppressione dell’obbligo di riportare i dati sulle transazioni bancarie legate all’export militare.

“Questa audizione può diventare l’occasione, e il Parlamento ne ha tutti gli strumenti, per esercitare un vero controllo democratico sulle esportazioni di armi che la legge prevede e i cittadini si aspettano. Nel nostro intervento odierno abbiamo chiesto alla Commissione di tradurre queste indicazioni in atti concreti” hanno sottolineato Giorgio Beretta (Opal Brescia) e Francesco Vignarca (Rete Italiana Pace Disarmo) che hanno rappresentato le organizzazioni della società civile nell’incontro odierno con la Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato.
 

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