Il contributo della RIPD a un 2026 cruciale per le azioni di Pace, Disarmo e Nonviolenza
Anche il 2026 appena iniziato si presenta come un anno particolarmente significativo per la Rete Italiana Pace Disarmo – che nel settembre 2025 ha celebrato i suoi primi cinque anni di attività – e le sue campagne. Un traguardo che non deve rappresentare solo solo un momento “di bilancio” ma soprattutto uno stimolo a rilanciare il nostro impegno collettivo, con la volontà di rafforzarlo e consolidarlo nel tempo in un contesto internazionale purtroppo sempre più segnato da conflitti armati, riarmo e crisi della sicurezza globale.
Le attività del 2026 si svilupperanno in piena continuità con le campagne portate avanti negli ultimi anni, a partire dal contrasto al riarmo in Italia, in Europa e a livello globale. La nostra Rete – in particolare con le campagne “Ferma il Riarmo” e “Stop Rearm Europe”, oltre che contribuendo alla Global Campaign on Military Spending – continuerà a denunciare l’aumento delle spese militari, la corsa agli armamenti e la progressiva militarizzazione delle politiche pubbliche, proponendo al tempo stesso alternative fondate su sicurezza umana, cooperazione internazionale e in una prospettiva di giustizia sociale. In questo senso assumerà un ruolo centrale il rilancio già dalle prime settimane dell’anno della campagna “Un’altra difesa è possibile” la cui nuova fase avrà come obiettivo principale quello di rimettere al centro del dibattito pubblico forme di difesa civile non armata e nonviolenta che devono essere realizzate e diventare strumento concreto, efficace (e coerente con i principi costituzionali) di alternativa a quella pericolosa militarizzazione della società che sta arrivando a prefigurare anche la reintroduzione di forme di leva militare.
Il nostro 2026 ci vedrà inoltre rafforzare l’impegno su tutti gli ambiti di lavoro del disarmo umanitario e del controllo degli armamenti, con particolare attenzione alle armi che colpiscono in modo indiscriminato le popolazioni civili e alle nuove e pericolosamente emergenti nuove tipologie di sistemi d’arma. In questo percorso si rafforzerà anche il lavoro sul disarmo climatico, che mette in relazione il modello di sicurezza armata con la crisi ecologica e climatica globale. Un appuntamento centrale sarà la nuova edizione della Settimana di azione per la Pace e la giustizia climatica, prevista per il prossimo settembre, pensata come spazio di mobilitazione, approfondimento e connessione tra movimenti pacifisti, ambientalisti e sociali.
Accanto a ciò, la Rete continuerà a sostenere e promuovere interventi nonviolenti per la prevenzione e la trasformazione dei conflitti, ribadendo come non sia possibile costruire vera Pace positiva con le armi, che portano solo morte e distruzione, mentre quello che serve alla comunità umana è un forte investimento su strumenti di dialogo, diplomazia e la partecipazione concreta e cruciale delle società civili. Fondamentale resterà anche il nostro contributo alle campagne internazionali di cui la Rete fa parte (ricordiamo in particolare la International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, la campagna Stop Killer Robots, lo European Network Against Arms Trade, la mobilitazione Control Arms, lo International Network on Explosive Weapons) rafforzando i legami con movimenti e organizzazioni a livello europeo e globale, nella prospettiva di una sicurezza comune e condivisa come orizzonte politico e culturale alternativo alla logica dei blocchi politico-militari e della deterrenza. È questa la direzione di senso e pensiero in cui Rete Italiana Pace e Disarmo vuole continuare a impegnarsi, in un’azione collettiva condotta insieme ai principali network globali per la pace, come l’International Peace Bureau, contribuendo a costruire visioni e pratiche di sicurezza fondate sulla cooperazione, sulla giustizia e sul rispetto dei diritti umani. Tutto questo sarà possibile grazie al lavoro coordinato e collettivo delle organizzazioni aderenti, reso concreto e vivo dall’azione dei coordinamenti e dei gruppi territoriali diffusi in tutta Italia.
Attendiamo anche il vostro prezioso contributo!
Le attività della Rete Pace Disarmo nel 2025
Nel 2025 la Rete Italiana Pace e Disarmo (RIPD) ha portato avanti un’intensa e articolata attività di mobilitazione, analisi e proposta nel campo della pace, del disarmo e della giustizia sociale, consolidando la propria presenza nel dibattito pubblico e nella società civile italiana ed europea. La RIPD è un contenitore plurale di organizzazioni italiane che lavorano su tematiche quali controllo dell’export di armamenti, spese militari, disarmo nucleare, armi esplosive, armi autonome, disarmo climatico ed educazione alla pace — e nel corso del 2025 ha rilanciato molte di queste campagne con iniziative concrete, comunicati, eventi e momenti di mobilitazione.
Uno dei principali fili conduttori dell’anno è stata la lotta contro l’aumento delle spese militari e la proliferazione delle armi, in un contesto internazionale sempre più segnato da guerre e tensioni geopolitiche. RIPD ha diffuso analisi critiche sul crescente flusso di esportazioni di armi italiane e sulle autorizzazioni governative che, pur in contrasto con una visione di sicurezza nonviolenta, hanno mostrato una forte crescita, con licenze per oltre 7,6 miliardi di euro nel 2024. Parallelamente, la Rete ha diffuso appelli e prese di posizione sulla scena europea e internazionale, come la lettera di oltre 800 organizzazioni rivolta ai parlamentari europei perché votassero contro i piani di riarmo nel bilancio UE 2026 — una campagna inserita nelle azioni di Stop Rearm Europe che ha cercato di mettere in discussione il crescente ruolo delle politiche militariste nell’Unione.
Una delle attività più significative è stata la “Carovana per un’economia di pace”, un ciclo di oltre cinquanta iniziative promosse insieme a Sbilanciamoci che ha attraversato diverse città italiane a partire dal 20 ottobre 2025. Questo progetto ha collegato temi economici, sociali, ambientali e di sicurezza condivisa, promuovendo l’idea che gli investimenti pubblici dovrebbero essere orientati verso diritti sociali, ambiente e sviluppo sostenibile piuttosto che verso armamenti e infrastrutture militari. La RIPD ha inoltre insistito sulla necessità di affiancare alla denuncia della militarizzazione proposte concrete di riconversione economica e industriale.
Il tema del disarmo nucleare ha rappresentato un altro asse fondamentale nel 2025 e un valore simbolico e politico rilevante. L’ottantesimo anniversario di Hiroshima e Nagasaki si è intrecciato con il dibattito europeo su nuove capacità nucleari, evidenziando un forte paradosso tra memoria storica e politiche di riarmo. La RIPD ha seguito con attenzione le dinamiche relative al Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW), promuovendo messaggi a sostegno di un’Italia più attiva nella riduzione degli arsenali e della ratifica di strumenti internazionali di disarmo. Tra le iniziative dell’anno, sono state evidenziate presenze di sopravvissuti di Hiroshima a eventi pubblici, appelli da parte di Premi Nobel per la Pace ed espressioni di rammarico per il voto della Camera italiana che ha respinto una risoluzione favorevole al disarmo nucleare.
I contenuti pubblicati sul nostro sito ufficiale testimoniano anche l’impegno della rete su armi esplosive e controllo del loro impatto umanitario. Ad esempio, la Rete ha rilanciato rapporti che denunciano i livelli allarmanti di decessi di civili causati da questo tipo di armi, promuovendo l’urgenza di risposte politiche più incisive in vista di ulteriori negoziati multilaterali.
Una campagna di crescente rilevanza è poi “Stop Killer Robots”, dedicata alla critica e al contrasto delle armi autonome letali basate sull’intelligenza artificiale. La Rete ha segnalato con preoccupazione il possibile uso militare dell’IA, collegando questi sviluppi alla necessità di regole internazionali per prevenire una nuova corsa tecnologica alla guerra automatizzata.
Nel corso dell’anno la rete ha affrontato molteplici appelli e prese di posizione su conflitti specifici, tra cui richieste di cessate il fuoco e critiche alla situazione in Medio Oriente, invocando corridoi umanitari per Gaza e la fine delle ostilità, e per un intervento della comunità internazionale al fine di fermare la drammatica situazione di guerra civile in Sudan.
Sul versante educativo e culturale, la Rete Italiana Pace Disarmo ha promosso (anche con partecipazioni dei propri esponenti a centinaia di iniziative in tutta Italia) riflessioni diffuse su come costruire una cultura di pace, mettendo in rilievo la necessità di diffondere approcci nonviolenti alla gestione dei conflitti e l’importanza di collegare il disarmo alla giustizia climatica. Un tema che è stato trattato in particola con la partecipazione della Rete alla mobilitazione globale per una settimana di azione da “Dalla guerra alla giustizia climatica”.
Infine, il 2025 ha visto la RIPD rafforzare la propria presenza territoriale, incrementando il numero di enti locali aderenti e consolidando la collaborazione tra città, associazioni e realtà civiche impegnate per la pace. Nel complesso, il 2025 ha confermato la centralità della Rete Pace Disarmo come spazio di coordinamento e proposta, capace di coniugare campagne di pressione politica, azioni di mobilitazione pubblica, promozione di alternative nonviolente e dibattito culturale su uno spettro ampio di questioni legate a pace e sicurezza.
