Ogni guerra è violenza contro la Terra, promuoviamo vera Pace con il disarmo climatico
In occasione della Giornata internazionale per la prevenzione dello sfruttamento dell’ambiente in guerra e nei conflitti armati istituita dall’ONU per il 6 novembre, la Rete Italiana Pace e Disarmo richiama con forza l’urgenza di proteggere l’ambiente come parte integrante della protezione di persone e comunità. La distruzione degli ecosistemi a causa delle guerre non è un semplice “effetto collaterale” da sottostimare, un moltiplicatore strutturale di sofferenza, insicurezza, impoverimento e instabilità geopolitica. Senza tutela della Terra non può esistere pace duratura, e senza pace non esiste possibilità di tutela reale dell’ambiente. Le esplosioni, i roghi, le infrastrutture devastate, l’abbandono di munizioni e materiali tossici, il saccheggio delle foreste, dei fiumi, dei minerali: sono tutti elementi che comportano – in guerra e in generale in ogni situazione di fragilità per gli ecosistemi – un gravissimo impatto ambientale che impoverisce i popoli, mina all’origine qualsiasi ipotesi di ricostruzione, provoca impatti per le generazioni future.
La nostra Rete Italiana Pace e Disarmo (con le sue azioni per il disarmo climatico) ribadisce anche in occasione della Giornata internazionale odierna l’urgenza di riconoscere e affrontare l’interconnessione tra le politiche di riarmo strutturale, la corsa agli armamenti, la deleteria logica del conflitto nelle relazioni internazionali e le crisi climatica e ambientale in corso. Già la seconda “Settimana di azione globale per la pace e la giustizia climatica” celebrata a settembre ha evidenziato come la militarizzazione – non solo riguardante le Forze Armate in senso stretto ma anche nelle declinazioni industriale, estrattive, infrastrutturali – rappresenti una delle leve più aggressive della violenza ambientale, del degrado e dell’ingiustizia ecologica. L’economia di guerra, la competizione per le risorse energetiche e minerarie, le filiere industriali ad alta intensità carbonica e le spese militari crescenti sono parte dello stesso paradigma: la distruzione ambientale è funzionale alla guerra, e la guerra accelera le dinamiche climatiche distruttive.
In questo contesto, la tutela dell’ambiente in guerra assume una dimensione strategica: l’obiettivo non è soltanto quello di salvare foreste o fiumi, ma salvaguardare la pace, la sicurezza umana, la giustizia sociale, i diritti delle comunità. Occorre dunque ribaltare la gerarchia delle priorità: la protezione dell’ambiente nei conflitti non può essere trattata come questione tecnica o accessoria ma deve divenire criterio guida delle scelte dei governi in materia di politiche di sicurezza. E’ fondamentale mettere al centro di ogni decisione (anche sulla “sicurezza”) la cura dei territori contro la devastazione estrattiva e l’uso predatorio delle risorse naturali che alimenta conflitti e destabilizzazioni. Perché non si può più ignorare la dimensione ecologica nella costruzione della pace e nella riconversione dell’economia militare. Lavorare per un disarmo globale per la prevenzione dei conflitti armati significa anche, e soprattutto, lavorare per la salvezza della biosfera, delle comunità, della vita stessa.
La Giornata internazionale per la prevenzione dello sfruttamento dell’ambiente in guerra e nei conflitti armati del 6 novembre non deve essere solo momento di riflessione e analisi, ma occasione di mobilitazione e pressione politica. Come Rete, insieme ai nostri partner internazionali co-organizzatori delle azioni per la Pace e la Giustizia climatica, avanziamo proposte concrete ai Governi e alle istituzioni, perché serve:
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promuovere politiche di disarmo che riconoscano la minaccia ambientale generata dai conflitti e dall’industria bellica
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far emergere il legame tra estrazione di risorse, finanziamento dei conflitti, squilibri climatici e devastazione ambientale
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orientare le attività di pace e ricostruzione verso modelli ecologici, sostenibili, che diano priorità alla rinascita dei territori e delle comunità e non allo sfruttamento predatorio
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fare pressione affinché gli Stati e le organizzazioni internazionali integrino la protezione ambientale nei protocolli umanitari e nei processi di disarmo, nella definizione delle missioni di pace, nel sostegno alle vittime e alle aree colpite
La Rete Italiana Pace Disarmo invita tutti i cittadini e tutta la società civile a trasformare questo appuntamento in impegno quotidiano verso il disarmo climatico, la riduzione della spesa militare, la prevenzione dei conflitti e la giustizia ecologica. Perché ogni guerra è sempre anche violenza contro la Terra: scegliere la Pace significa anche proteggere il Pianeta che ci permette di vivere come Umanità.
