Terza Settimana globale di azione per la Pace e la Giustizia climatica

Terza Settimana globale di azione per la Pace e la Giustizia climatica

Disinvestire dalla guerra, investire nella transizione giusta: la Rete Italiana Pace e Disarmo aderisce alla Global Week of Action for Peace and Climate Justice (21-27 settembre 2026)

Dal 21 al 27 settembre 2026 torna la Settimana globale di azione per la Pace e la Giustizia climatica, giunta alla sua terza edizione. Sette giorni di iniziative, webinar, pubblicazioni, mobilitazioni e azioni di advocacy organizzate da gruppi di tutto il mondo attorno a un unico filo conduttore: “Divest from War, Invest in the Just Transition”, disinvestire dalla guerra e investire nella transizione giusta.

Non è una data scelta a caso. La Settimana cade nei giorni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e a poche settimane dalla Conferenza sul clima COP31, in programma in Turchia. Mentre i leader mondiali si incontrano, i governi più potenti stanno indebolendo o abbandonando gli impegni multilaterali sul clima così come quelli sul controllo degli armamenti e sul disarmo, e le lobby dei grandi settori industriali (fossile, armi, tech, minerario, agroalimentare) pesano più delle persone. È un bivio, e il 2026 può essere un punto di svolta.

Il cuore della denuncia è una connessione che troppo a lungo è rimasta nell’ombra: guerra e militarizzazione non sono soltanto una tragedia umanitaria, sono anche un potente motore della crisi climatica e un enorme spreco di risorse che servirebbero ad affrontarla. Gli apparati militari mondiali sono responsabili di circa il 5,5% delle emissioni globali di gas serra: se fossero un Paese, sarebbero il quarto emettitore al mondo. Eppure restano esenti dagli obblighi internazionali di rendicontazione e riduzione. A questo si aggiunge la corsa al riarmo: nel 2025 la spesa militare globale è cresciuta per l’undicesimo anno consecutivo, toccando il record di 2.880 miliardi di dollari, con gli Stati NATO responsabili di oltre la metà del totale.

Le richieste della Settimana 2026 sono chiare e le condividiamo pienamente: ridurre e riorientare le spese militari verso i bisogni sociali e climatici; fermare le corse agli armamenti; rilanciare la cooperazione multilaterale, il disarmo e la diplomazia contro la logica della deterrenza; rifiutare che inquinatori e profittatori di guerra dettino il nostro futuro; affermare una sicurezza comune fondata sul benessere delle persone e del pianeta. 

Perché la Rete Italiana Pace e Disarmo aderisce. Perché queste parole sono, da anni, il cuore del nostro lavoro. Il concetto stesso di disarmo climatico (l’approccio sistemico che affronta insieme, perché insieme stanno, la minaccia della guerra e la minaccia della crisi ecologica) è stato costruito a partire dal 2021 proprio dalla RIPD insieme ai movimenti ambientalisti, alle reti internazionali e al mondo della ricerca. Già nell’Assemblea nazionale del 2021 la Rete ha posto il disarmo climatico tra i pilastri della propria azione. Da allora quel lavoro si è sviluppato dentro la rete internazionale “Arms, Militarism and Climate Justice”  animata da International Peace Bureau, Transnational Institute, Scientists for Global Responsibility, Conflict and Environment Observatory, War Resisters’ International, Stop Wapenhandel  di cui la RIPD è parte attiva, e proprio da quel gruppo di lavoro sono nate, dal 2024, le Settimane globali di azione.

Non si tratta di aggiungere un capitolo “verde” alle campagne per il disarmo, né un capitolo “pacifista” alle campagne per il clima. Si tratta di riconoscere che il modello di sicurezza armata e il modello di sviluppo fossile sono due facce dello stesso paradigma, e che da entrambi si può uscire soltanto contemporaneamente. Ogni guerra è violenza contro la Terra, e ogni percorso autentico di pace è, al tempo stesso, un percorso di giustizia climatica. Come sintetizza il movimento globale eco-pacifista, e come diciamo anche noi: non può esistere giustizia climatica senza giustizia sociale, e né l’una né l’altra sono possibili senza smilitarizzazione.

Per questo aderiamo, e per questo per tutta la settimana rilanceremo dati, analisi e proposte concrete perché il tema entri finalmente nel dibattito pubblico e nell’agenda politica italiana.

 

Per ulteriori informazioni e per le iniziative internazionali: climatemilitarism.org/weekofaction

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