L’opinione pubblica europea rifiuta lo sviluppo e la presenza di armi nucleari

L’opinione pubblica europea rifiuta lo sviluppo e la presenza di armi nucleari

Negli ultimi tempi, a seguito delle proposte di riarmo a livello Unione Europea e al cambiamento strategico (quantomeno retorico) promosso dall’Amministrazione Trump, alcune voci hanno posto la questione se i paesi Europei debbano cercare di sviluppare propri deterrenti nucleari indipendenti.

Secondo un recente sondaggio pubblicato a maggio da YouGov (e realizzato ad aprile 2025) la maggioranza dell’opinione pubblica di alcuni Paesi dell’Europa Occidentale, tra cui l’Italia, si dichiara riluttante all’idea che il proprio paese sviluppi un deterrente nucleare. In particolare negli Stati che non dispongono ancora di armi nucleari l’interesse per l’acquisizione risulta essere limitato.

Il sondaggio ha chiesto il parere di oltre 9.400 intervistate in Francia, Regno Unito, Spagna, Danimarca, Germania, Italia e Svezia. Nei Paesi che non possiedono arsenali nucleari solo una percentuale fra il 28% e il 37% degli intervistati si è detto favorevole alla creazione di un programma nazionale di armi nucleari.

In particolare, l’opposizione a tale idea è più evidente in Svezia, Germania e Italia: oltre la metà dei cittadini svedesi è contraria, mentre in Germania il 49% e in Italia il 47% esprimono contrarietà. Solo le opinioni pubbliche degli Stati europei che già possiedono armi nucleari – cioè Francia e Regno Unito – prevale invece il sostegno a mantenere il proprio arsenale atomico: il 64% dei francesi e il 55% dei britannici sostiene questa scelta.

Il sondaggio ha registrato anche una forte opposizione all’idea che armi nucleari statunitensi possano essere dispiegate in Europa: la percentuale di favorevoli oscilla solamente tra il 19% e il 29% in tutti i Paesi in cui si è realizzato il sondaggio, comprese l’Italia e la Germania dove le testate statunitensi sono già presenti da decenni. In Italia il 63% degli intervistati è contrario, in Germania il 59%, mentre in Spagna e Svezia il rifiuto delle politiche di “nuclear sharing” supera il 70%.

Da notare come il 63% di opposizione alla presenza di testate USA sia composto da un 40% che si “oppone fortemente” a questa idea (il 23% è contrario “in generale”) mentre solo il 4% dei favorevoli esprime un “forte sostegno” alla condivisione nucleare sul territorio italiano.

I risultati di questo sondaggio si allineano ai dati di rilevazioni condotte negli ultimi anni, in particolare dalla International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, che dimostrano come la grande maggioranza dell’opinione pubblica dei principali Paesi europei si opponga all’idea delle armi nucleari come “portatrici di sicurezza” e in particolare non voglia aumentare la minaccia diretta che la presenza di testate controllate da altri Paesi comporta. In sintesi, la maggioranza dei cittadini in alcuni dei principali Paesi dell’Europa occidentale manifesta un ampio rifiuto verso la presenza di bombe nucleari americane sul proprio suolo: solo nei Paesi già armati nuclearmente (e quindi abituati da decenni a questa idea, connessa anche alla percezione dello status di potenza) si mantiene un sostegno significativo al mantenimento di questo tipo di arsenale.

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