Ricordare e difendere la nostra umanità, mettendo al bando le armi nucleari

Ricordare e difendere la nostra umanità, mettendo al bando le armi nucleari

Un anniversario importante: a 70 anni dalla pubblicazione del Manifesto Russell-Einstein (uno dei momenti più importanti di denuncia della minaccia esistenziale delle armi nucleari) l’urgenza di un disarmo nucleare concreto si fa sempre più pressante

La data il 9 luglio 1955, il luogo Caxton Hall a Londra. Un momento importante per tutte le campagne e le iniziative contro le armi nucleari: la presentazione del cosiddetto Manifesto Russell-Einstein che si rivolge a tutti gli esseri umani, senza distinzione, chiamando a raccolta gli scienziati per discutere le conseguenze delle armi di distruzione di massa nel mondo. Un testo elaborato anche grazie al contributo, a poche settimane dalla sua morte, di Albert Einstein che si unì al filosofo e matematico Bertrand Russell, e ad altri eminenti scienziati, per scrivere un accorato appello verso un mondo libero dalle armi nucleari. Tra gli estensori del Manifesto anche Józef Rotblat: unico tra gli scienziati coinvolti nel progetto Manhattan ad abbandonarlo per considerazioni di natura morale e successivamente tra i maggiori critici degli arsenali nucleari (attività che gli valse il Premio Nobel per la Pace). Gli altri firmatari furono: Percy W. Bridgman, Leopold Infeld, Frédéric Joliot-Curie, Herman J. Muller, Linus Pauling (anche lui insignito del Premio Nobel per la Pace), Cecil F. Powell, Max Born e Hideki Yukawa.

La presenza delle armi nucleari è catastrofica e concretizza ogni giorno una minaccia esistenziale per l’Umanità. Di conseguenza tutti gli Stati dovrebbero inserire come obiettivo primario delle proprie politiche e decisioni la loro messa al bando. In questa fase turbolenta delle relazioni internazionali, con rinnovate ed esplicite minacce di utilizzo di armi nucleari, diventa sempre più evidente la necessità di un accordo tra Stati per rinunciare alle armi nucleari e agire insieme per promuovere la Pace: finché vi saranno conflitti, ci sarà sempre l’incentivo a fabbricare armi nucleari.

Il Manifesto si conclude invitando la politica, gli scienziati/e di tutto il mondo e le persone comuni a sottoscrivere una risoluzione che inviti tutti “i governi del mondo a rendersi conto, e a dichiararlo pubblicamente, che il loro scopo non può essere ottenuto con una guerra mondiale” e a trovare “di conseguenza i mezzi pacifici per la soluzione di tutti i loro motivi di contesa.”

Oggi le lancette dell’Orologio dell’apocalisse, l’orologio simbolico creato dagli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists nel 1947 che simboleggia l’urgenza di agire rispetto all’esistenza di armi nucleari capaci di mettere fine alla specie umana, si sono ulteriormente avvicinate alla distruzione totale: siamo a 89 secondi dall’Apocalisse, vicini come non mai, soprattutto per il pericolo nucleare (oltre che per la crisi climatica). Dovremmo ritornare ad essere saggi e – usando la lezione del Manifesto Russell-Einstein – ripartire da scelte concrete di disarmo nucleare come il Trattato TPNW.

Al contrario, e in maniera preoccupante, le potenze nucleari non stanno cambiando rotta continuando a modernizzare i propri arsenali per aumentarne la capacità distruttiva. Secondo il più recente Report pubblicato dalla campagna internazionale ICAN sui costi degli arsenali nucleari nel 2024 i nove Stati dotati di armi nucleari hanno speso complessivamente per questi armamenti  oltre 100 miliardi di dollari!

Noi preferiamo ascoltare le donne e gli uomini hibakusha (i sopravvissuti alla bomba atomica e ai test nucleari) che ci riportano instancabilmente al pericolo reale che abbiamo davanti a noi, ricordando l’effettiva devastazione insita nelle armi nucleariun’arma di distruzione di massa, progettata per distruggere gli esseri umani in un istante.

Un mondo libero dalle armi nucleari è possibile, e il Manifesto Russell – Einstein sottolinea l’unica vera condizione necessaria affinché diventi realtà: Come esseri umani ci rivolgiamo agli esseri umani: ricordate la vostra umanità e dimenticate il resto”

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