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E’ ancora possibile parlare di Pace oggi?

E’ ancora possibile parlare di Pace oggi?
Martedì 26 maggio alle ore 20.45 all’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano – via S.Eufemia 12/13
Con:
- Lisa Clark. Beati i costruttori di Pace – Rete Internazionale Ican per abolizione armi nucleari
- Nico Piro, giornalista, inviato di guerra e autore di numerosi libri
- Pasquale Pugliese, Movimento Nonviolento – Rete Regionale Pace e Nonviolenza
- Marco Tarquinio, ex direttore dell’Avvenire ora parlamentare europeo, in collegamento invierà un saluto.
In questi terribili anni di “terza guerra mondiale a pezzi” e di continue violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale, occorre agire come società civile per una decostruzione di tutta la filiera della guerra e per mettere in campo alternative sul piano economico e culturale.
Come Europe for Peace Piacenza, rete per la Pace e la Nonviolenza, consapevoli del rischio di sentirsi travolti dal senso di impotenza per quanto sta accadendo, abbiamo pensato di dare vita a un momento di approfondimento e dibattito per la città di Piacenza.
Vorremmo dare voce a chi, da tempo e in modo autorevole, denuncia lo “sdoganamento” della guerra per la risoluzione dei conflitti, la logica della prevaricazione del più forte, del riarmo nell’ interesse dell’industria bellica, la continua violazione dei diritti umani e del diritto internazionale. Tutto questo noi non vogliamo accettarlo.
Pensiamo sia molto importante il ruolo della società civile che fa dell’impegno per la pace non un tema occasionale, rispetto al quale mobilitarsi sull’indignazione e l’emergenza del momento, ma una declinazione costante sui diversi piani per la decostruzione di tutta la filiera della guerra e della sua preparazione e la messa in campo delle alternative, dalla dimensione strutturale a quella culturale, come scrive Pasquale Pugliese nell’articolo “Costruire “l’asse del bene dentro alla guerra mondiale”.
Sappiamo che la maggioranza delle persone nel nostro paese e’ contraria alle guerre e all’ aumento delle spese militari, ma questo non basta a contrastarle se non ci saranno anche politiche attive di pace agite dal basso. Sappiamo anche che le guerre contribuiscono a legittimare nell’immaginario pubblico l’uso della violenza anche nei rapporti quotidiani.
Negli anni ‘60 lo psicologo canadese Albert Bandura dimostrò, attraverso una serie di esperimenti di psicologia sociale, che l’apprendimento della violenza di bambini e ragazzi avviene anche attraverso l’osservazione di comportamenti violenti di adulti significativi. Quando per esempio nelle narrazioni mediatiche dei conflitti umani, reali o fittizi che siano, il “bene” può trionfare sul “male” solo con mezzi violenti, come la guerra, gli spettatori più fragili e suggestionabili, possono essere indotti a maggiore disponibilità nell’uso personale della violenza.
Se la guerra è normalizzata e satura l’immaginario dei conflitti allora perché stupirsi se la stessa logica viene riprodotta nella vita quotidiana e anche nei corridoi scolastici? La proposta di una tavola rotonda nasce dalla necessità di discutere questi temi da vari punti di vista.
