Il percorso ONU per fermare i “killer robots”
Dalla Grande Mela alla Capitale della Pace: come sono progrediti i lavori sui killer robot nei forum internazionali
Da sempre la Campagna Stop Killer Robots (e i suoi partner nazionali) spiegano perché è fondamentale che gli Stati adottino un trattato sulle armi autonome – armi in grado di selezionare, identificare e colpire bersagli senza controllo umano. Ora vogliamo offrirvi un po’ di contesto su come le realtà della nostra Campagna internazionale stiano sostenendo gli Stati che lavorano in questa direzione all’interno di due forum internazionale dell’ONU.
CCW – Ginevra
Panoramica
Iniziamo con l’ONU a Ginevra, dove si tengono le riunioni della Convenzione su certe armi convenzionali (CCW). La CCW è un trattato che disciplina l’uso di armi che causano sofferenze inutili o che hanno effetti indiscriminati sui civili (include protocolli su armi come quelle incendiarie, le armi laser accecanti, eccetera). Da oltre un decennio, gli Stati discutono di armi autonome in questo contesto, ma senza arrivare a una regolamentazione significativa.
Questioni da tenere a mente:
- Questo forum opera per consenso: se anche solo uno Stato si oppone, il progresso si ferma (ed è successo molte, moltissime volte).
- Le discussioni sulle armi autonome qui si considerano esclusivamente sulle applicazioni militari e sulle conseguenze di queste armi, valutandole alla luce del Diritto Internazionale Umanitario (le leggi di guerra).
- Ultimo punto, ma forse il più importante: solo gli Stati parte della Convenzione hanno diritto di voto. Gli Stati osservatori – molti dei quali sarebbero colpiti dall’uso di queste armi anziché utilizzarli, possono solo contribuire alle discussioni, ma non possono formalmente influenzare le decisioni.
Passato (recente)
Alla fine di ogni mandato triennale si tiene una Conferenza di riesame, dove gli Stati decidono come proseguire il lavoro sulle questioni relative agli armamenti rientranti nel mandato della CCW.
Queste conferenze di revisione – come quella prevista per novembre 2026 – sono cruciali, perché è lì che gli Stati possono decidere di avviare negoziati su un trattato sulle armi autonome.
Dal 2004, gli Stati che partecipano alle riunioni del Gruppo di esperti governativi (GGE) hanno strutturato le loro discussioni intorno al “testo progressivo” (rolling text) sviluppato nel 2024 dal Presidente del GGE, l’Ambasciatore olandese Robert in den Bosch. Questo testo contiene gli elementi che potrebbero far parte di un futuro strumento internazionale sulle armi autonome. In sostanza, questo testo progressivo rappresenta la base per negoziare nuove leggi internazionali sulle armi autonome – ossia, ciò che sosteniamo sin dalla fondazione della nostra campagna nel 2012.
I sostenitori della campagna Stop Killer Robots provenienti da tutto il mondo partecipano a queste riunioni per convincere diplomatici ad aderire a importanti dichiarazioni congiunte e a intraprendere altre azioni che rafforzino la volontà politica e il cammino verso un trattato. Questo lavoro include la sensibilizzazione sui principali problemi umanitari, etici e legali sollevati dalle armi autonome e l’incoraggiamento agli Stati affinché includano questi temi nelle loro dichiarazioni nazionali. Organizziamo inoltre eventi e dibattiti per aumentare la consapevolezza e per costruire sostegno politico col fine di dar vita a un trattato che fermi i killer robot.
Il presente e la via verso un Trattato
Il 12 novembre 2025, gli Stati si sono riuniti alla riunione delle Alte Parti Contraenti (MHCP) della CCW. In questa occasione, gli Stati hanno consolidato lo slancio generato da una dichiarazione congiunta presentata dal Brasile alla riunione del GGE di settembre. A novembre, altri quattro Stati (Mozambico, Angola, Ungheria e Nigeria) hanno aderito alla dichiarazione, mostrando una crescente volontà e leadership nel muoversi verso delle tutele giuridiche legali sui killer robot.
Ciò getta una base solida in vista della Conferenza di riesame della CCW del novembre 2026, durante la quale gli Stati potrebbero decidere di inizializzare negoziati su strumenti giuridicamente vincolanti per fermare i killer robot.
UNGA – New York
Panoramica
Passiamo ora all’Assemblea Generale dell’ONU, in particolare al Primo Comitato per il disarmo e la sicurezza internazionale. Si tratta di un forum in cui gli Stati membri dell’ONU possono scambiarsi opinioni e cooperare per trovare soluzioni ai problemi di controllo degli armamenti, col fine di fortificare la pace e la sicurezza internazionale. È importante notare che questo forum funziona a maggioranza, non per consenso – cioè, le decisioni possono esser adottate anche senza il sostegno degli Stati più militarizzati che investono in armi autonome. Il Primo Comitato si riunisce da inizio ottobre a inizio novembre. Le prime settimane sono dedicate agli scambi generali di vedute, seguite da discussioni sulle questioni che includono armi nucleari, armi di piccolo calibro, armi leggere e la guerra informatica. Durante l’ultima settimana del meeting, il comitato vota le risoluzioni presentate dagli Stati.
Passato (recente)
2023
Negli ultimi due anni, il Primo Comitato dell’Assemblea Generale dell’ONU ha registrato progressi significativi verso un trattato sui killer robot. Nel 2023, durante l’UNGA78, il Primo Comitato ha adottato la prima risoluzione in assoluto sulle armi autonome, sottolineando l’”urgente bisogno della comunità internazionale ad affrontare le sfide e le preoccupazioni sollevate dai sistemi di armi autonomi”. Da ciò è seguito uno storico appello congiunto del Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres e dalla Presidente del CICR Mirjana Spoljaric Egger, che hanno chiesto agli Stati di raggiungere un accordo. Di seguito i risultati del voto:

La risoluzione, presentata dalla missione austriaca, chiedeva al Segretario generale delle Nazioni Unite di preparare un report che riflettesse le posizioni degli Stati membri e osservatori sui sistemi d’arma autonomi e sulle modalità per affrontare l’ampia gamma di problematiche che sollevano dal punto di vista umanitario, giuridico, di sicurezza, tecnologico ed etico, nonché sul ruolo degli umani nell’uso della forza. Il report ha incluso non solo i contributi degli Stati, ma anche di organizzazioni internazionali come il Comitato Internazionale della Croce Rossa, di organizzazioni regionali, così come della società civile, della comunità scientifica e dell’industria. Ha inoltre previsto l’inserimento delle armi all’ordine del giorno del Primo Comitato per l’anno successivo.
2024
Le riunioni del Primo Comitato del 2024 si sono svolte subito dopo la pubblicazione del report del Segretario generale sulle armi autonome, che evidenziava la “diffusa preoccupazione che i sistemi d’arma [autonomi] abbiano il potenziale di cambiare significativamente la guerra e possano mettere sotto pressione o addirittura erodere i quadri giuridici esistenti”. Nel corso di queste riunioni del 2024 è stata adottata un’ulteriore risoluzione sulle armi autonome. Anche questa, discussa ancora dall’Austria e co-sponsorizzata da 26 Stati, ha richiesto l’avvio di consultazioni specificamente sulle armi autonome nell’ambito dell’Assemblea Generale dell’ONU (UNGA). Tali consultazioni si concentreranno sulle questioni evidenziate nel report del Segretario generale del 2024.

È stato fondamentale che questo processo si svolgesse all’interno dell’UNGA, perché permette a tutti gli Stati di partecipare equamente e di discutere di queste armi oltre la sola ottemperanza alle leggi di guerra (Diritto Internazionale Umanitario). Questo rappresenta un netto contrasto con la CCW, dove le decisioni devono essere prese per consenso, solo gli Stati membri hanno diritto di voto e l’ambito di discussione è limitato alle armi autonome nel contesto del Diritto Internazionale Umanitario.
Ad ogni sessione del Primo Comitato, gli aderenti alla campagna Stop Killer Robots provenienti da tutto il mondo si recano a New York per l’intero mese e lavorano per incoraggiare i diplomatici a sostenere le risoluzioni e a renderle il più ambiziose possibile. Questo lavoro include incontri bilaterali con i diplomatici, l’organizzazione di eventi collaterali che analizzano i vari aspetti problematici di queste armi, e anche azioni pubbliche di sensibilizzazione. Tramite queste attività, chiediamo agli Stati di agire sulla base di un dato fondamentale: la maggioranza degli Stati vuole un trattato per regolamentare le armi autonome. Inoltre, alla luce degli effetti devastanti della crescente integrazione dell’IA e dell’automazione nei conflitti in corso, come quelli a Gaza e in Ucraina, la regolamentazione è sempre più urgente.
Il presente e la strada verso un Trattato
Alla riunione di quest’anno del Primo Comitato, gli Stati hanno adottato un’ulteriore risoluzione sulle armi autonome. Tuttavia, a differenza delle risoluzioni del 2023 e del 2024, quella in questione non prevedeva l’elaborazione di report né la convocazione di nuove riunioni. Si è invece concentrata sul continuo bisogno di affrontare la questione e si si evidenziato il progresso della CCW, nonché il suo “lavoro a completare l’insieme degli elementi di uno strumento in fase di sviluppo nell’ambito del mandato del Gruppo di esperti del governo, in vista di futuri negoziati”.

Sebbene questa risoluzione abbia comunque ottenuto un grande supporto trasversale tra le regioni, con 156 voti favorevoli, si sono registrati anche deludenti cambi di posizione, come quello degli Stati Uniti, che sono passati dal sostenere le due risoluzioni al votare contro la seconda. Tuttavia, l’adozione di questa risoluzione all’UNGA, un forum dove i negoziati possono essere avviati a maggioranza e non per consenso, mantiene le armi autonome (e la possibilità di un trattato) all’ordine del giorno al di fuori del quadro della CCW.
Con queste note abbiamo voluto tratteggiare una panoramica dei due ambiti chiave dell’ONU dove si stanno discutendo armi autonome e come ognuno può portare a un trattato che necessitiamo urgentemente. Di seguito una grafica del SIPRI sul progresso compiuto negli ultimi anni.

