Control Arms all’UE: applicare l’ATT per i flussi di armi verso il conflitto in Palestina

Control Arms all’UE: applicare l’ATT per i flussi di armi verso il conflitto in Palestina

La Coalizione Control Arms (di cui anche Rete Italiana Pace Disarmo fa parte) scrive all’Alto Rappresentante Borrell: “i trasferimenti di armi in questo momento potrebbero essere interpretati come un favore alla militarizzazione piuttosto che alla diplomazia, e potenzialmente sabotare gli sforzi per un negoziato tra Israele e Palestina, allontanando la possibilità di una risoluzione pacifica”

 

Di seguito il testo della lettera inviata:

 

Egregio signor Borrell Fontelles,

in qualità di rappresentanti della Control Arms Coalition, una coalizione globale che si dedica a una solida regolamentazione del commercio internazionale di armi e alla prevenzione delle sofferenze umane causate da trasferimenti irresponsabili, siamo profondamente preoccupati per gli sviluppi del conflitto israelo-palestinese e per la possibilità che i trasferimenti di armi da parte degli Stati membri dell’Unione Europea (UE) possano essere utilizzati nella violenza in corso.

Gli stretti legami diplomatici e il sostegno militare di lunga data fornito da alcuni Stati membri dell’UE a Israele non possono essere utilizzati per giustificare trasferimenti di armi in questo momento. Per gli Stati membri, le disposizioni dell’ATT e della Posizione comune dell’UE che definiscono norme comuni per il controllo delle esportazioni di tecnologia e attrezzature militari richiedono la cessazione di tutti i trasferimenti di armi convenzionali in questo contesto.

Le prove sempre più evidenti di crimini di guerra diffusi commessi dalle parti in conflitto hanno raggiunto un livello tale che queste azioni equivalgono a crimini contro l’umanità. In queste circostanze, i trasferimenti di armi sono vietati ai sensi dell’articolo 6(3) dell’ATT.

Inoltre, con riferimento all’articolo 7(1) dell’ATT, esiste un rischio chiaro e prevalente che i trasferimenti di armi:

  • potrebbero minare la pace e la sicurezza aumentando la probabilità che il conflitto si estenda oltre i confini di Israele e dei Territori Palestinesi Occupati
  • potrebbero essere usati per commettere o facilitare le violazioni del diritto umanitario internazionale e dei diritti umani, come gli attacchi di Israele contro i civili e le infrastrutture civili, l’interruzione dell’accesso a Gaza di cibo, acqua, forniture mediche e altre attrezzature salvavita e i trasferimenti forzati della popolazione civile di Gaza.

Per gli Stati membri dell’UE, i suddetti obblighi sono rafforzati dall’applicazione dei criteri 2, 3 e 4 della posizione comune dell’UE sui trasferimenti di armi. Ignorare questi obblighi non solo aggrava la crisi umanitaria, ma mette a rischio la credibilità dell’ATT e mina il sostegno dell’UE al Trattato e al rispetto del diritto internazionale.

I trasferimenti di armi in questo momento potrebbero essere interpretati come un favore alla militarizzazione rispetto alla diplomazia, e potenzialmente sabotare gli sforzi per negoziare tra Israele e Palestina. Questo, a sua volta, potrebbe allontanare ulteriormente una risoluzione pacifica. Control Arms invita gli Stati membri dell’UE a sostenere tutti gli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco e porre fine alle sofferenze umanitarie che si stanno verificando in questa crisi.

Cordiali saluti,

Cesar Jaramillo
Presidente – Control Arms Board